L’Europa necessita di colossi bancari per competere
Unicredit si prende Commerzbank a conclusione dell’offerta pubblica di scambio che si è chiusa con adesioni per il 17,6% portando il gruppo di Piazza Gae Aulenti a controllare potenzialmente il 47,6% del capitale.
Quota che sale al 49,65% con l’annullamento delle azioni proprie su cui si è impegnato l’istituto tedesco.
Dopo il 12,51%, racimolato nella prima parte dell’offerta,Unicredit nelle due settimane di tempi supplementari, chiusi il3 luglio, ha portato a casa un ulteriore 5%.
Percentuali che vanno “ben oltre le aspettative iniziali”, sottolinea l’istituto e che, combinate con quasi il 30% tra azioni già in possesso e derivati convertibili (il 3,22%), mettono nelle condizione la banca italiana di controllare di fatto Commerzbank.
Un controllo che arriva dopo una campagna di acquisizione durata due anni e non ancora terminata, che ha suscitato non poche polemiche da parte della banca tedesca e di Berlino che ha quasi il 13% del capitale.
Freddezza che resta da entrambe le parti.
“L’Europa ha disperatamente bisogno di qualche campione bancario transeuropeo di dimensioni tali da poter competere sul piano mondiale con i grandi colossi Usa”
Quello tra Commerz e Unicredit “sarebbe il primo esempio, il più importante esempio di un’operazione transnazionale europea e mi auguro che non sia il solo”.
Lo dice all’Adnkronos Guido Rosa, presidente dell’Aibe (Associazione Italiana Banche Estere), sottolineando che “l’Europa ha disperatamente bisogno di qualche campione bancario transeuropeo di dimensioni tali da poter competere sul piano mondiale con i grandi colossi americani”.
“Mi auguro che questa sia la prima di un’altra serie di operazioni e che alla fine in Germania il mercato prevalga sulle resistenze del governo e dei sindacati”, conclude.


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