Aumentano gli acquisti a rate e con app
Pagare in tre rate senza interessi, direttamente dall’app, mentre si mette nel carrello uno smartphone o un capo d’abbigliamento.
Il Buy Now, Pay Later, il credito istantaneo incorporato negli acquisti, si è trasformato in pochi anni da novità di nicchia a modalità ordinaria per milioni di italiani.
Lo rileva un focus di Censis-Confcooperative, “Il debito invisibile”a.
Tra il 2022 e il 2025, si legge nella ricerca, il volume di credito erogato secondo questa modalità è cresciuto del 127%.
Negli ultimi 6 mesi del 2025 il tasso di crescita è stato del 23%.
Nello stesso periodo, i piccoli prestiti tradizionali sotto i 1.500 euro si sono ridotti del 29%: segno questo che il “Buy Now Pay Later” li sta sostituendo.
“Tra le imprese considerate vulnerabili dalla Banca d’Italia, la quota di debito detenuto nel 2026 si attesta al 35%. E il paradosso è crudele: il credito – aggiunge Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative – si contrae esattamente per chi ne avrebbe più bisogno. Ci si indebita per sopravvivere, non per crescere. Non è un allarme per il futuro. È una fotografia del presente che rischia di complicarsi con la politica monetaria restrittiva della BCE“.
Il meccanismo è semplice e per questo penetrante: nessuna filiale, nessun documento, il credito si conclude in secondi dentro la stessa piattaforma di acquisto.
Il risultato è che il Buy Now, Pay Later raggiunge il 60,3% dei casi fra la fascia di spesa fino a 1.000 euro, contro il 45,7% del credito tradizionale.
Conseguentemente, tra il 2022 e il 2025 i prestiti di importo inferiore a 1.500 euro registrano un calo del -29%.
Ma cosa si compra? Il 53,4% dei prodotti finanziati appartiene alle categorie elettronica e prodotti per la persona.
Altri dati mostrano che il 19,0% dei richiedenti è privo di una storia creditizia e si affaccia per la prima volta al credito.
Tra i richiedenti di importi inferiori a 1500 euro è pari all’8%.
E soprattutto, il Buy Now, Pay Later raggiunge una quota del 18,1% per i giovani della Generazione Z e viene scelto nel 60,3% dei casi nella fascia compresa tra 0 e 1000 euro, a fronte del 45,7% del credito finalizzato tradizionale (auto escluse).
Il rischio, segnala il rapporto, è l’accumulo silenzioso e diventa visibile solo quando smette di essere sostenibile.
Sul fronte delle imprese il rapporto Censis – Confcooperative fotografa una situazione in deterioramento.
Il 38,6% delle aziende italiane con almeno 50 addetti giudica la situazione economica attuale peggiore rispetto al trimestre precedente, con punte del 43,7% nel Mezzogiorno.
Piero Vernigo


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