Assalto in stile nazista a La Stampa
Al grido di «Free Palestina» e «Giornalisti complici dell’arresto in Cpr di Mohamed Shahin», ieri pomeriggio un centinaio di manifestanti ha fatto irruzione nella sede di via Lugaro del quotidiano La Stampa, redazione che in quel momento era vuota poiché anche giornalisti e giornaliste avevano aderito allo sciopero.
Protagonista dell’irruzione sarebbe stata l’ala più violenta del corteo che stava manifestando durante lo sciopero generale, il quale ha portato in strada oltre duemila persone.
Intorno alle 14 uno spezzone di manifestanti si è staccato dal corteo principale per raggiungere la sede del quotidiano.
Letame è stato lanciato contro i cancelli e sui muri sono comparse diverse scritte.
Una decina di persone ha poi forzato un ingresso secondario dell’edificio in via Ernesto Lugaro, facendo irruzione all’interno della redazione e gettando all’aria pile di giornali e libri.
Il gruppo ha inoltre lasciato la propria “firma” imbrattando i muri con spray: in rosso la scritta «Fuck Stampa» e in verde «Free Shahin», in riferimento all’imam della moschea di San Salvario trattenuto da giorni nel Cpr di Caltanissetta.
Poi le minacce a un giornalista di un’agenzia che riprendeva quanto stava accadendo: «Giornalista, ti uccido».
Solidarietà è stata espressa da numerose istituzioni. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha fatto pervenire al direttore Andrea Malaguti e alla redazione un messaggio di vicinanza, unito alla ferma condanna della violenta irruzione nella sede del quotidiano.
Nel pomeriggio il direttore Malaguti ha ricevuto anche una telefonata dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. L’azione è stata definita «gravissima e del tutto inaccettabile» dal titolare del Viminale, che ha disposto «una verifica approfondita su come si sono svolti i fatti».
Al momento risulterebbero identificate una trentina di persone appartenenti all’area antagonista torinese.
«Colpire un giornale significa colpire la libertà di stampa». Con queste parole si è espressa la senatrice di Forza Italia e vicepresidente del Senato, Licia Ronzulli. Parole di solidarietà sono giunte anche dal presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio.
È intervenuto anche il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo: «Desidero esprimere solidarietà, a nome della Città di Torino, a tutta la redazione, alle lavoratrici e ai lavoratori del quotidiano La Stampa. L’intrusione e i danneggiamenti che si sono verificati sono inaccettabili e ci auguriamo che i colpevoli vengano al più presto individuati e perseguiti dalle forze dell’ordine. Quanto accaduto non ha nulla a che vedere con il diritto di manifestare pacificamente le proprie idee ed è ancora più grave perché colpisce un simbolo del diritto alla libera informazione, uno dei pilastri della nostra democrazia. Episodi simili nella nostra città non possono essere tollerati».
«Inaccettabile. Ogni forma di dissenso espressa con atti intimidatori e violenti non ci appartiene e la rifiutiamo con forza. L’aggressione verbale e le irruzioni nelle redazioni riportano indietro le lancette del tempo, quando ogni pensiero non allineato al governante di turno veniva punito con l’olio di ricino e le bastonate, comportamenti allora etichettati come “azioni fasciste”. Anche oggi, a distanza di quasi novant’anni e nell’era digitale, ci ritroviamo a fronteggiare manifestazioni d’odio che dimostrano come la storia non abbia insegnato abbastanza».
È quanto dichiarano l’Associazione Stampa Subalpina, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana (Fnsi) con la segretaria generale Alessandra Costante, l’Ordine Nazionale dei Giornalisti e quello del Piemonte, che stigmatizzano l’intrusione forzosa nella sede del quotidiano La Stampa e le scritte ingiuriose e discriminatorie sui muri.
«Un episodio che si aggiunge ad altre aggressioni delle quali sono stati vittime giornaliste e giornalisti in tutta Italia e che richiede un aumento della vigilanza intorno alle redazioni, affinché l’esercizio della libertà di stampa non subisca limitazioni attraverso minacce e intimidazioni».


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